LUIGI GUELPA, il narratore di storie di calcio e terre lontane.

 di Fulvio Floridia Twitter:   articolo letto 185 volte
LUIGI GUELPA, il narratore di storie di calcio e terre lontane.

Luigi Guelpa, è giornalista professionista e segue da freelance eventi sportivi, di cronaca, costume e società in Italia e nel mondo per testate come Il Giornale, Il Secolo XIX, Repubblica, Il Foglio, La Gazzetta dello Sport, RAI Sport, ecc.

Ha una passione smisurata per la cultura islamica che lo porta a girare Maghreb, Africa Nera e Medioriente in tutte le direzioni. Ha scritto nove libri dove solitamente lo sport è il filo conduttore per raccontare storie e personaggi, vincendo nel 2010 il Premio Dardanello (miglior giovane giornalista italiano) e nello stesso anno con il libro il “Tackle nel Deserto” il premio Selezione Bancarella Sport. L’ultima fatica letteraria si intitola “La contabilità dell’Anima”, edito nel 2015 da Urbone Publishing.

- Quando pensi al calcio, quale sentimento affiora principalmente?

Tristezza e malinconia.

- Ti piace il calcio di oggi?

Pochissimo...

- Il Calcio Italiano avrebbe bisogno di un nuovo rilancio. Se potessi decidere, quale sarebbe il tuo piano e con quali idee?

Di sicuro abbasserei il numero delle squadre. Porterei la Serie A da 20 a 16 società, come era una volta. Ma sappiamo che non si può fare...

- A tuo parere qual è stato il più grande calciatore in assoluto nella Storia del Calcio?

Maradona. In quanto è il giocatore che mi ha emozionato più di tutti.  È sufficiente ricordare la doppietta che fece al Belgio durante i Mondiali di Messico ‘86. Colpo da scorpione e slalom solitario e vincente.

- Da ragazzino quale giocatore ti ha avvicinato al calcio??

Mario Kempes, quando militava nel Valencia.

- Qual è stato il talento più inespresso mai visto?

Viene in mente ovviamente Balotelli, ma Mannari al Milan è stato un giocatore che avrebbe potuto dare di più, troppo chiuso dai mostri sacri dell’epoca.

- Qual è la partita indimenticabile della tua vita?

Italia - Brasile 3-2 di Spagna ‘82. Ricordo di esserci tornato poi in quel quartiere, ma il Sarrià non c’era già più.

- Qual è stato il goal più bello, la parata, o il gesto calcistico rimasto impresso nella tua memoria?

Il goal di Van Basten contro la Russia agli Europei del 1988.

- Il tuo 11 ideale di tutte le epoche?

(4231) Buffon; Lahm, Scirea, Facchetti, Maldini; Pirlo, Rivera; Best, Zico, Baggio; Maradona.

- Pratichi, o hai praticato, sport alternativi al calcio?

Sono stato campione del Telecomando... (ride). Ho invece praticato karate.

- Oltre al calcio, coltivi altre passioni?

Mi piace molto viaggiare e poi sono un appassionato di Cinema francese.

- Sei collezionista di qualcosa?

Si, robot dei cartoni animati delle serie Goldrake, Mazinga, Ufo Robot...

- Quale auto posseduta ti è rimasta nel cuore?

La prima auto: una Fiat Uno.

- Ti cimenti in cucina? Avresti una ricetta da proporci? Altrimenti qual è il tuo piatto preferito?

Traffico abbastanza in cucina. E come piatto vi propongo un classico “Spaghetti ai frutti di mare”.

ANEDDOTO SUL CALCIO

Nel mio girovagare per il mondo del calcio africano e mediorientale, mi è capitato anche di assistere a una partita del campionato togolese nella capitale Lomé tra la AS Douanes e la AC Semassi F.C. di Sokodé. Tutti gli spettatori assistevano alla partita dai bordi del campo di gioco non consentendo però ai guardalinee di svolgere la propria funzione con un certo agio. Gli stessi assistenti arbitrali avevano per bandierina un semplice ramo con foglie, che il più delle volte serviva per scudisciare gli spettatori per tenerli a debita distanza. In questa pratica fustigatrice il mio amico ed io fummo risparmiati, probabilmente perché di carnagione bianca...

Finita la partita la squadra del AC Semassi F.C. si accomodò sul pulmino di ritorno e non essendoci posto per tutti, circa 6-7 giocatori, dopo aver fatto la doccia, si accomodarono sul tetto dell’automezzo per il viaggio polveroso di ritorno di soli 337 km. Un altro mondo...