GIUSEPPE LA SCALA: la passione muove tutto

29.03.2018 11:05 di Fulvio Floridia Twitter:   articolo letto 156 volte
GIUSEPPE LA SCALA: la passione muove tutto

Incontro l’avvocato Giuseppe La Scala durante un prezioso ritaglio della sua tranquillità e non è per niente facile riuscirci, affaccendato com’è da mille attività che ogni giorno lo assorbono totalmente. Mi permetto di sottolineare che le sue attività sono in realtà tutte passioni, compresa la sua professione di avvocato che svolge con grande energia e che ha consentito di portare il suo studio legale tra i primissimi in Italia. Durante la chiacchierata noto una grande esuberanza per tutto ciò che possa creare in lui interesse, una curiosità quasi straripante, idee ben precise e illuminate e soprattutto riscontro il gusto per il bello, la cultura, l’arte, lo sport in generale, il calcio e ovviamente il suo Milan.  

- Quando pensi al calcio, quale sentimento affiora principalmente?

Direi tensione.

- Ti piace il calcio di oggi?

Meno di quello di ieri. Abbiamo purtroppo perso qualcosa nel gesto tecnico.

- Il Calcio Italiano avrebbe bisogno di un nuovo rilancio. Se potessi decidere, quale sarebbe il tuo piano e con quali idee?

Il deficit di questo periodo staziona nel management inadeguato, a cui aggiungerei anche una insufficiente sponda tecnica.

- A tuo parere qual è stato il più grande calciatore in assoluto nella Storia del Calcio?

Maradona. L’unico campione con la capacità di sorprendere in ogni momento. Gli ho voluto sempre bene, anche quando si comportava male, vedi l’episodio della "Mano de Dios".

- Da ragazzino quale giocatore ti ha avvicinato al calcio?

Gianni Rivera.

- Qual è stato il talento più inespresso mai visto?

Gianluigi Lentini. Si è proprio buttato via.

- Qual è la partita indimenticabile della tua vita?

Milan-Ajax= 4-1, Finale di Coppa dei Campioni 1968-1969.

- Qual è stato il goal più bello, la parata, o il gesto calcistico rimasto impresso nella tua memoria?

Il goal di Rivera del 4-3 in Italia-Germania del Messico 1970.

- Il tuo 11 ideale di tutte le epoche?

 È un 433 - Albertosi: P. Maldini, Nesta, Baresi, Facchetti: Trapattoni, Falcao, Maradona: Gullit, Van Basten, Gigi Riva.

- Pratichi, o hai praticato, sport alternativi al calcio?

Oltre al calcio, la vela, che pratico tuttora.

- Oltre al calcio, coltivi altre passioni?

I libri, sono un grande lettore.

- Sei collezionista di qualcosa?

Sono un collezionista di tutto...di troppo, di troppe cose... ma in modo principale di arte.

- Quale auto posseduta ti è rimasta nel cuore?

È un auto che ho comprato e che possiedo tuttora: una Giulietta Sprint 1300 del 1960.

- La canzone della tua vita?

“Bette Davis eyes” di Kim Carnes.

- Ti cimenti in cucina? Avresti una ricetta da proporci? Altrimenti qual è il tuo piatto preferito?

A tavola si, mi cimento. Il mio piatto preferito è la “Carbonara”, ma anche la “Trippa alla Fiorentina”.

ANEDDOTO SUL CALCIO

Negli anni ‘60 il grande Nereo Rocco, tra i due cicli trascorsi al Milan, ebbe una parentesi intermedia al Torino dal 1963 al 1967. In quegli anni torinesi Rocco abitò in affitto nell’appartamento di mia nonna, tra il campo Filadelfia e lo Stadio Comunale e dopo ogni partita mio papà lo aspettava sempre per scambiare due chiacchiere sull'esito della gara. Poi cosa successe, che nel 1967 Rocco venne a Milano per giocare contro l’Inter. Vinse il Torino per 2-1 e un goal fu segnato proprio dal grande Gigi Meroni. Credo di essere diventato milanista, e antinterista...proprio dopo quella partita!