ALESSANDRO SCANZIANI: un grande capitano per una grande Sampdoria

 di Fulvio Floridia Twitter:   articolo letto 431 volte
ALESSANDRO SCANZIANI: un grande capitano per una grande Sampdoria

Mezzala di punta dotata di dinamismo, estro e senso del goal, Alessandro Scanziani ha giocato nel Como, Inter, Ascoli, Sampdoria e Genoa. In nerazzurro ha collezionato 46 presenze con 8 gol, vincendo la Coppa Italia 1977-1978. Con la Sampdoria è stato promosso in Serie A e ha conquistato, da capitano della squadra, il primo trofeo della storia blucerchiata, la Coppa Italia 1984-1985. Ha giocato più di cinquecento partite da professionista segnando più di 80 gol.

- Quando pensi al calcio, quale sentimento affiora principalmente?

Sentimenti positivi di gioia e di vita. Ripenso poi alle lotte con i miei genitori per voler giocare a calcio e le soddisfazioni ottenute poi per aver giocato a livello professionale.

- Ti piace il calcio di oggi?

Si, anche se è cambiato nel tempo e ora è pieno di problemi.

- Il Calcio Italiano avrebbe bisogno di un nuovo rilancio. Se potessi decidere, quale sarebbe il tuo piano e con quali idee?

Ovviamente ripartire dai settori giovanili, con un occhio all’allenamento e alla tecnica. Del resto il calcio è uno sport in cui ci si migliora allenandosi molto.

- A tuo parere qual è stato il più grande calciatore in assoluto nella Storia del Calcio?

Per me Lionel Messi! Lo apprezzo anche come uomo.

- Da ragazzino quale giocatore ti ha avvicinato al calcio?

Dico Rivera. Anche se poi Mazzola ci rimane male...

- Qual è stato il talento più inespresso mai visto?

Ne dico due. Alviero Chiorri ed Evaristo Beccalossi. Avrebbero potuto fare molto di più e percorrere una carriera migliore.

- Qual è la partita indimenticabile della tua vita?

Ce ne sono tante. Ma personalmente sono legato alla finale di Coppa Italia ‘84-’85 vinta dalla Samp contro il Milan per 2-1. Anche perché ero il capitano di quella bella Sampdoria.

- Qual è stato il goal più bello in carriera?

In un Como-Bologna allo stadio “Sinigaglia”, con la maglia del Como: cross da destra e un tiro di destro al volo da 25 metri.

Chi è stato il più bravo nel tuo ruolo?

Forse Tardelli. Aveva anche la volontà di andare a rete. Anch’io però sono stato un centrocampista con il vizio del goal.

- Il tuo 11 ideale di tutte le epoche?

Buffon; Gentile, Cabrini, Scirea, Vierchowod, Pirlo; Conti, Tardelli, Altobelli, Rivera, Riva.

- Pratichi, o hai praticato, sport alternativi al calcio?

Mi piace il tennis. Ma lo pratico da autodidatta.

- Oltre al calcio, coltivi altre passioni?

La lettura. in special modo mi piacciono i libri che trattano la Storia del ‘900.

- Sei collezionista di qualcosa?

Ora no, ma da piccolo collezionavo i francobolli.

- Quale auto posseduta ti è rimasta nel cuore?

Una Volvo 240 Station Wagon, Turbo benzina. Ogni 200 km dovevo però fermarmi a fare benzina...

- Ti cimenti in cucina? Altrimenti qual è il tuo piatto preferito?

Si, cucino. Il mio piatto preferito è molto semplice ma gustoso. Sono i Peperoni all’aceto.

ANEDDOTO SUL CALCIO

In generale i giocatori bussano alla società per ritoccare il contratto e ottenere più soldi. Però pochi sanno della mia rinuncia ad andare alla Roma allenata all'epoca da Nils Liedholm. Era già tutto fatto per il passaggio contratto e ingaggio più alto. Inoltre quella Roma era una grandissima squadra. E invece rimasi legato alla Sampdoria per troppo amore nei confronti sia della squadra ma soprattutto del grande presidente Mantovani. Una persona indimenticabile.