ASTRotti di TOTTI

 di Luca Sartini Twitter:   articolo letto 42 volte
ASTRotti di TOTTI

ASTRotti di TOTTI. Io non sto con i lampadinanti, né con le prefiche di Totti, né con i Pallotta dell'Universo. Ieri sera ho rimpianto Totti, ho apprezzato l'omaggio emotivo della Roma-Cancro ma ho anche detto un "basta" interiore. Mi spiego meglio (oggi ho la Luna opposta al mio Segno che può fare incazzare tutti...). La Bilancia è il segno in assoluto dei giocatori d'Arte del Calcio: basterebbe ricordare Pelé, Sivori, Piola, Falcao (che mi commuoveva, appena toccava la palla) Ibrahimovic, Tardelli, Cabrini, Vucinic, Gentile, Rossi, Weah, Shevchenko, Camoranesi, Poli, Jorgensen, Palombo, Sensini, Trezeguet, etc., che cito a memoria e a caso. Probabilmente in questo Segno c'è il mix del giocatore memorabile: visione di gioco, tenacia, intelligenza tattica, tecnica sopraffina e anche aggressività quando serve. Quando una squadra vince, spesso si legge che è equilibrata-bilanciata. Perché se manca la completezza, tra cui aggiungerei un pizzico di cinismo, la frittata non riesce. La passione del gioco va filtrata a centrocampo. La fase, oggi la fase è tutto, di difesa e d'attacco, più di ogni acquisto spettacolare. Ogni giocatore Bilancia è in potenza come un Olandese del calcio totale. Senza Bilancia a centrocampo e più su, si va poco lontani. Senza collaborazione, vedi Inter Pesci di questo periodo, si affonda in personalismi. Gli allenatori Bilancia non sono da meno: Liedholm, giocatore-allenatore-astrologo, imperatore di giocoallenamento e tattica, Enzo Bearzot a cui ogni Italiano deve moltissimo, Walter Mazzarri che ha fatto rinascere il Napoli-Leone e che molto meno bene ha fatto all'Inter perché afflitto da scorpionismi e da vittimistiche frustrazioni, sono la saggezza fuori dal campo che fa la differenza. Perfino i Presidenti Bilancia di cui Berlusconi è stato un degno rappresentante, fanno fatica a non fare la formazione e a non andare a Milanello a rimirarsi il tunnel dell'ultimo acquisto (solo la Bilancia Claudio Borghi lo fregò...) Sono la colonna traiana dell'impero calcistico. Della Valle Capricorno se ne frega del tutto o quasi, forse si appassiona alle scarpe che indossano...Nel Tema del Capitano c'è Ilary con cui diventare padre (la Lilith in Toro) il calcio come spettacolo, la Decima, la forza fisica e le tante idiosincrasie (guai a fare uno sgarbo a Francesco!) il Fuoco e l'Acqua. C'è la fragilità di bambino che spinge ad aiutare chi ha un'infanzia meno fortunata. C'è l'indecisione e il narcisismo. C'è la paura di finire e il gusto di colpire la palla, facendo goal. Totti ha trovato l'amore materno di Roma che ogni tanto lo ha allattato un po' troppo. In ultimo ha subito il tosto Pesci Spalletti (che un po' lo ama e un po' lo odia) e il furbo Pallotta che è un Pesci con i denti acuminati. Totti non ha smesso ma l'hanno fatto smettere contro la sua volontà. Prima avrebbe avuto bisogno di un padre che lo svegliasse e che non lo facesse stagnare. Perché si è bandiera e ricordo anche per molto meno. Avrebbe potuto chiudere prima, certamente. Ma non ora! Perché ha davanti a sé un anno ancora a buon livello con la possibilità di fendere in due le squadre avversarie (Giove sui suoi Pianeti Scorpionici). E di togliersi altre soddisfazioni. Ha detto bene Zeman, Toro con la Luna in Acquario: doveva continuare a giocare. Perché abbattere ora il giocattolo? Io sarei andato a casa di Pallotta e di Spalletti a ridere per la sua permanenza. Spero che il nuovo allenatore lo faccia ripensare. E che aspetti a fare il dirigente-portabandiera. Da suo tifoso di bellezza lo avrei costretto a giocare all'estero tanto tempo fa, anche di malavoglia. Fuori dalle mollezze romane e cancerine. Dai pupi, pupetti e puponi. Spalletti non ama chi gli fa ombra, lo sanno anche le porte dello stadio e arrivati a questo punto, invece di tumulazioni, bisognava fargli fare un altro anno e un'uscita così o più in sordina e chi se ne frega, tra lampadine spente o accese. Perché questa gallina vecchia è una lupa da ottimo brodo ancora, col fisico integro. E la testa dei suoi vent'anni.